30 maggio 2017


– Chi sei?, disse Lucia dos Santos di 10 anni, piena di curiosità e coraggio.
– “Provengo dal cielo”, rispose senza muovere la bocca “una strana entità luminosa di un metro di altezza, vestita di bianco e oro splendente”, a pochi metri da Francesco e Giacinta Marto, i cugini di Lucia, pietrificati mentre guardavano con stupore e paura quell’essere dall’aspetto incredibile… Forse il luogo e la data di questo “storico” incontro ravvicinato del Terzo Tipo sorprendono ancora di più: Fatima 13 maggio 1917.

Fatima “politicamente scorretta”
La cittadina portoghese di Fatima sembra destinata ad “essere” una terra speciale, evocata da un nome dal significato “unico” nel Portogallo ricco di radici storiche e culturali berbere e moresche. E la regione deve il proprio sviluppo a “città simbolo del cattolicesimo” ad apparizioni “politicamente scorrette” e alla manipolazione della chiesa che mutò eventi anomali in apparizioni e miracoli della “Vergine Maria“. Ciò che successe a Fatima nel 1917 però, non corrisponde alle “apparizioni mariane” o ai “miracoli della Vergine“.
Nel 1915-1916 a Fatima si registrarono avvistamenti di “torce ardenti in cielo” e Hombrecitos Voladores (omini volanti)
All’inizio del XX secolo, a Fatima si manifestarono diversi “fenomeni anomali” come indicato dalla Dr.ssa Fina D’Armada e dal ricercatore Joaquim Fernandes nel libro “Il Segreto di Fatima“, con numerose testimonianze e dichiarazioni su apparizioni di “luminosi globi di luce” che camminavano nei giardini e tra gli abitanti del villaggio con manovre “capricciose e graziose“, che si concludevano ascendendo al cielo. Così come furono osservati “palloncini d’argento” e “oggetti di forma allungata” bruciare sfiorando gli alberi. All’inizio del 1915, quattro piccoli pastori assistettero in silenzio e stupore alla visione di “un oggetto di forma allungata” trasparente e fluttuante nel cielo, e al suo interno videro chiaramente una “donna che portava un abito che ne copriva la testa”. Lo stesso anno, alcuni mesi dopo, nella stessa regione, un gruppo di agricoltori affermò di aver visto una “nuvola trasparente che passava sopra le loro teste, con una luminosa figura umanoide all’interno dalla postura fissa ed immobile“. In un’altra occasione, un gruppo di pastori guardò con stupore “una scia di colore biancastro che volava sopra di loro lentamente e più volte, che sembrava guidata da un piccolo “essere” dalle caratteristiche umanoidi”. Carolina Carreira, figlia di María Carreira, responsabile della cappella di Cova da Iria, incontrò un'”entità simile a un bambino di 10 anni“, che senza muovere le labbra comunicò con lei; sembrava avvolto da un “fascio di luce” che proveniva da una nube luminosa fissa in cielo.
Nella primavera 1915, Lucia, Teresa Matias, la sorella Maria Rosa e Maria Justino videro sospesa in aria, sopra gli alberi, una figura simile ad una “statua di neve” che i raggi del sole resero trasparente. Le ragazze non dissero “Abbiamo visto un angelo“, ma “abbiamo visto qualcosa di simile a una nuvola che era più bianca della neve“, non sapendo come descriverla. Più tardi dissero “che aveva una forma umana“. La “cosa” apparve altre due volte nel 1915 alle stesse ragazzine, senza portare alcun messaggio.
angelo bianco“. E nello stesso anno, i piccoli pastori Lucia, Francesco e Giacinta affermarono di avere incontrato un “essere” bianco incandescente, che gli trasmise (telepaticamente?) due parole: “niente paura“.
Primavera del 1916, l’umanoide si manifestò di nuovo a Lucia, Francesco e Giacinta. Videro sopra gli alberi una forma umana avvicinarglisi. Questa “cosa” aveva l’aspetto di un ragazzo di circa 15 anni, dal corpo bianco puro che il sole aveva reso trasparente come se fosse di cristallo. Arrivando vicino ai tre bambini, l’essere di luce “disse“: “Non temete, io sono l’Angelo della Pace. Pregate per me“. Poi s’inginocchiò chinando il capo a terra. Francesco vide l’angelo, ma non sentì nulla. Fu così in tutte le apparizioni successive; vide l’entità, ma solo la sorella e la cugina ne sentirono le parole.
Autunno 1916, i piccoli pastori pregavano nel luogo dove l’“angelo” gli apparve la prima volta, quando una luce comparve sopra di loro. Avvicinandosi, i bambini videro ancora l’“angelo” che questa volta teneva nella mano sinistra un calice, da cui fece cadere alcune gocce di sangue. Quindi lasciando il calice e un’ostia levitare nell’aria, l’“angelo” si prostrò in presenza dei bambini e disse una preghiera. Poi, alzandosi, riprese calice e ostia e diede la Santa Comunione a Lucia, e versò il sangue del calice su Giacinta e Francesco. S’inchinò per l’ultima volta e ripeté per tre volte la preghiera. I tre bambini videro arrivare un’altra “entità“: dopo un lampo apparve una “signora” vestita di bianco che emanava luce intorno a sé. Sembrava trasparente.
fulmini” prima della comparsa di “un piccolo “essere” di luce che discese su una “rampa di luce compatta” da una nuvola in cielo. L’essere aveva caratteristiche femminili, grandi occhi scuri, irradiava luce ed era alto un metro, dalla testa rotonda con un casco luminoso indossava un abito bianco e oro fino al ginocchio con stivaletti, questa tunica aveva cuciture da imbottitura, e dello stesso materiale appariva il mantello che l'”essere” portava sulle spalle e la schiena. Le mani reggevano una sfera trasparente che irradiava una luce forte ma non accecante. L’essere gli si avvicinò, galleggiando a mezz’aria e, senza cambiare posizione, comunicò (alla sola Lucia) senza muovere le labbra, né emettere un suono qualsiasi”. Questa la descrizione narrata dai pastori conservata nell’archivio del Santuario di Fatima insieme ai disegni a cui la Dr.ssa D’Armada ebbe accesso, descrizioni che si differenziano nettamente dall’immagine stereotipata diffusa sull’apparizione di Fatima.
L'”essere” si avvicinò ai bambini e, con un sorriso, gli disse che: “vengo dal cielo, annunciando il cambiamento di coscienza nell’uomo per il proprio benessere e del pianeta; nei prossimi cinque mesi, ogni giorno 13, apparirò nello stesso posto… e non abbiate paura“. Solo Lucia avrebbe “sentito” il messaggio che suonava “come una voce dolce e gentile nella sua testa“, mentre i cugini poterono solo vederla. Poi l’entità risalì la rampa di luce fino alla nuvola allungata ferma nel cielo. I bambini corsero eccitati a casa per raccontare quello che avevano visto, ma le famiglie li rimproverarono, anche perché temevano le autorità che non ne volevano sapere nulla di questioni “religiose” e di “miracoli“. Infatti, nel 1910, in Portogallo vi era stato un colpo di Stato contro la monarchia organizzato da circoli massonici e anticlericali.
13 luglio 1917: 3° Incontro a Fatima
Nell’occasione, l’entità raccomandò a Lucia di “trasmettere e diffondere questi messaggi al mondo turbato e malato“. Qui nacque il famoso “Segreto di Fatima“, una manipolazione della chiesa come lo fu la pretesa che “il piccolo umanoide” fosse “La Vergine“.
15 agosto 1917: 4° Incontro a Fatima
Il 13 agosto si diffuse la voce che la “Vergine” sarebbe apparsa e più di 20000 persone si presentarono a Cova da Iria, ma i bambini furono trattenuti dalle autorità di Villa Nova de Ourem. Arturo de Oliveira Santos, sentendo parlare delle apparizioni, pretese dai bambini che gli svelassero i segreti; tuttavia, quel 13 agosto, migliaia di testimoni videro una serie di sfere luminose in cielo e una “strana pioggia di fili bianchi” di composizione ignota; era la prima volta che si ebbe testimonianza dei famosi “capelli d’angelo” associati a diversi avvistamenti UFO. Il 15 agosto, i pastori furono rilasciati. Bryan Boldman che studiò 250 casi di ‘capelli d’angelo‘, dedusse che il 57% di essi fosse associato a contemporanei avvistamenti di UFO.
Il 19 agosto, mentre Lucia, Francesco e il fratello Giovanni pascolavano le pecore a Valinhos, l’entità apparve sopra una quercia ordinandogli di recarsi a Cova da Iria il 13 settembre. La fama delle apparizioni dilagò e la Chiesa cattolica vi vide la possibilità di un “risveglio” da usare per riguadagnare quel peso nella società portoghese che aveva perso dal 1910. La chiesa poté influenzare l’opinione pubblica locale parlando di apparizioni “mariane” e sfruttando l’estrazione sociale dei bambini; ricorrendo anche a un’ampia produzione di “interpretazioni forzate delle apparizioni“.13 settembre 1917: 5° Incontro a Fatima
Il 13 settembre, più di 30000 persone si riunirono a Cova de Iria, nonostante le minacce della stampa massonica. I pastori videro in cielo un “grande globo di luce” attraversare le nuvole, e poi i tre bambini s’inginocchiarono in piena trance, concentrandosi su un piccolo albero dove sarebbe comparsa l'”entità“. Solo loro poterono vederla e solo Lucia interagì con l'”entità” che gli comunicò la “necessaria conversione spirituale (senza riferimento ad alcuna dottrina religiosa) con urgenza, mentre le esplosioni di violenza (la guerra mondiale) causavano gravi danni non solo fisici, ma anche spirituali, prevedendo delle cure per alcuni degli astanti“, e per compensare i bambini dalle minacce subite per i loro incontri, l'”entità” promise un enorme miracolo a cui tutti potessero assistere, per il 13 ottobre.13 ottobre 1917: 6º Incontro a Fatima
Quel giorno piovve molto, ma a Fatima si radunarono lo stesso 70000 persone. Come al solito nell’incontro i tre bambini rimasero completamente assorti e concentrati sull’alberello, punto d’incontro con l’entità, prostrandosi “come salutando qualcuno“, mentre sembrò che i rami del piccolo albero cedessero al peso di “qualcosa” d’invisibile alla folla ma non ai tre bambini. L'”entità” diede l’ultimo messaggio a Lucia, parlando della “Fine della guerra mondiale” e di “cercare la guarigione spirituale, mentre disturbi e malattie affliggono molti dei presenti per via delle carenze spirituali (ma non religiose)“. Quindi l’essere risalì la rampa che lo riportò nella luce che decollò, perdendosi in cielo. La gente invece vide “una nube scura e immensa generare una grande sfera d’argento dorata che irradiava raggi colorati in tutte le direzioni“, ma nonostante l’elevata brillantezza, la si poteva osservare senza danni agli occhi. Improvvisamente la sfera luminosa cominciò a cambiare colore e a “danzare” come un “pendolo” (o a “foglia morta”), da un lato all’altro; i testimoni furono “confusi e affascinati” quando all’improvviso, zigzagando vertiginosamente, la sfera “entrò in una spirale” roteando ad alta velocità, a pochi passi dalla folla ora terrorizzata e che urlava di paura, pensando fosse arrivata “la fine del mondo“. L’oggetto volante cominciò a vibrare provocando un ronzio “come uno sciame di api” e irradiando un calore intenso attraverso molteplici fasci di luci rosse che sembravano fulmini. Con una rapida manovra, la “palla di fuoco” risalì in cielo verso una “grande nuvola d’oro” quando un forte vento cominciò a soffiare, solidificando il terreno fangoso e asciugando i vestiti bagnati dei presenti. La sfera avrebbe avuto un diametro di 25-30 m. Testimoni affermarono di aver visto degli occupanti all’interno della sfera, mentre altri, tramite un binocolo, videro un oggetto rettangolare vicino alla sfera, che a sua volta fu avvistata da 13 a 30 km da Fatima, eliminando l’ipotesi di un’allucinazione collettiva.
 Diario de Noticias scrisse che “il sole apparve di colore argento opaco, in movimento circolare, come se fosse attraversato da energia elettrica”. Joa Carreira disse, “era come la ruota di una bicicletta“. Julia Franco affermò che “dopo di che il sole girò velocemente, con una velocità sorprendente, volando in modo indescrivibile“. Gonçalo Almeida Garrett, professore di matematica: “Il sole per tre volte manifestò un moto rotatorio attorno alla sua periferia, scintillante di luce sui bordi similmente ai giochi pirotecnici intorno a delle ruote. Questo movimento rotatorio ai bordi del sole avvenne per tre volte, e si fermò per tre volte: era veloce e continuò per otto-dieci minuti, più o meno“. Avelino de Almeida scrisse su Illustraçao Portuguesa, “Il sole, un disco d’argento, apparve allo zenit e cominciò a danzare, una danza violenta e convulsa che molte persone definirono serpentina“.
Negli anni seguenti, Francesco e Giacinta furono vittime della spagnola, nel 1919 e nel 1920. Lucia entrò nel noviziato delle suore di Santa Dorotea il 24 ottobre 1925. Nel 1935-36, su richiesta del vescovo José Alves Correia da Silva, scrisse la testimonianza ‘ufficiale’ sulle apparizioni. Morì il 13 febbraio 2005.
Joaquim Fernandes
Joaquim Fernandes e Fina d’Armada, due storici portoghesi, si dedicarono allo studio del fenomeno dal 1978, quando ebbero accesso agli archivi segreti del Santuario di Fatima, dove sono conservate le registrazioni di Lucia, divenuta suora, e redassero nel 1995 un libro di 460 pagine, “Intervenção Extraterrestre em Fátima – come aparições eo fenomeno OVNI” (Amadora, Livraria Bertrand). L’opera si basa su fonti di prima mano, come le interviste dirette ai tre principali testimoni delle “apparizioni” Lucia, Francisco e Giacinta, oltre che a un gruppo di testimoni diretti degli eventi. Furono Fernandes e d’Armada a scoprire la “quarta veggente“, la già citata Carolina Carreira, che descrisse un “contatto telepatico con un essere biondo di piccola statura che nella testa le ripeté l’ordine: “Vieni qui e dici tre Ave Maria, vieni a dire tre Ave Maria…” Inoltre, gli autori recuperarono la prima descrizione data da Lucia dell’entità, quando in un’intervista parlò di “una specie di bambola molto carina. Aveva gli occhi neri e un bel viso… La signora era molto brillante, di circa 1 metro e 10 cm di altezza, tra i 12 e i 15 anni, indossava una gonna stretta, una giacca e un mantello tutti trapuntati in oro, che scese dall'”alto” e svanì ascendendo gradualmente, non aveva espressività facciale e né articolava le labbra, muovendo solo le mani di tanto in tanto, tra cui tratteneva un globo luminoso”. Infine, si allontanava sempre dai testimoni volgendogli le spalle. Secondo Giacinta, il vestito dell’entità arrivava solo fino alle ginocchia.
Joaquim Fernandes afferma che il documento più prezioso erano Le indagini della parrocchia, predisposto dal parroco locale, quello poi licenziato dai gesuiti. Un altro documento importante era l’Udienza ufficiale del 1923. Confrontandoli con il “Diario” di Suor Lucia dos Santos, scritti negli anni ’30, emerge l’inaffidabilità della testimonianza ‘ufficiale’ del Vaticano su Fatima, con tanto di terzo o quarto ‘segreto’ spacciati allo scopo di rafforzarne la presa mediatica. Questi documenti sono sempre stati ignorati a favore della ‘testimonianza’ ufficiale di Lucia. Perciò venne insabbiato il caso della “quarta veggente”, Carolina Carreira, rinvenuta invece nell’Udienza ufficiale. Il caso di Carolina infatti era pieno di “stranezze” non conformabili alla versione adottata dal Vaticano. Il già citato parroco di Fatima fu dimesso perché in disaccordo con i gesuiti sulla questione. Infatti, i gesuiti s’incaricarono del caso sequestrando tutti i documenti, tra cui migliaia di lettere scritte in seguito da Lucia.
Fina d’Armada
Inoltre, gli autori determinarono l’area in cui il cosiddetto “fenomeno solare” del 13 ottobre 1917 produsse effetti fisici: una fascia di 70 metri di larghezza a Cova da Iria. In questa fascia, orientata a sud-nord, rientrarono tutti i testimoni che riportarono gli effetti avutisi solo durante il momento del “fenomeno solare”, quando l'”oggetto” discese sulla folla di 70000 persone. Tali effetti furono calore improvviso e intenso; essiccazione di abbigliamenti e suolo; effetti fisiologici o “cure miracolose“. Effetti coerenti, secondo i fisici nucleari James McCampbell e Jean-Pierre Petit del CNRS francese, e al biofisico W. Levengood, alle “radiazioni da microonde“. Altri studi, dell’Istituto di Ingegneria Elettrica ed Elettronica canadese e dei laboratori DERMO di Tolosa, ritennero che il “ronzio” percepito dai testimoni fosse stato prodotto da radiazioni a microonde tra i 200 e i 3000 Mhz, chiamato “fenomeno uditivo delle microonde”. I testimoni, in quegli eventi, dissero di aver osservato luci globulari silenziose che si muovevano lentamente nel cielo (spesso da est a ovest). Piccole nuvole circondare i testimoni. Lampi di luce apparire improvvisamente. Lucia disse di aver visto un lampo di luce che pulsava. Furono sentiti tuoni con cielo terso e in assenza di fulmini, venti relativamente forti, come se “qualcosa” di enorme ma invisibile sorvolasse la zona. Boati come quelli dei razzi si sentirono quando le entità scomparivano. Luci straordinarie furono avvistate e una sorta di arcobaleno ad altezza d’uomo che colorava l’ambiente circostante di diversi colori. Testimoni sperimentaono un drastico calo delle temperature e della luminosità, come se vi fosse un’eclissi solare. Fu anche notata una sorta di “pioggia” di “petali bianchi” o “cellule splendenti” dal cielo, che una volta che toccavano il suolo evaporavano senza lasciare traccia; è il caso dei capelli d’angelo. Odori dolci furono percepiti da diversi testimoni. Un enorme piatto d’argento apparve sulla folla di quasi 70000 persone che assisté ad effetti termici significativi. Il disco compiva movimenti erratici (come una “foglia morta” che cade). Un testimone disse che il disco roteò rapidamente su se stesso producendo una moltitudine di raggi colorati. I tre bambini sono stati testimoni di fenomeni particolari, visibili solo a loro. Videro esseri di luce che si libravano sopra la terra e gli alberi, esseri trasparenti che sembravano fossero di “cristallo” che apparivano e scomparivano improvvisamente. Sembravano trasmettere messaggi, ascoltati solo da due dei tre testimoni e mai dalla folla circostante. Questi esseri parlavano in portoghese e generavano “visioni” dalle loro mani, che emettevano una luce intensa, inducendo stati alterati di coscienza. Un fatto notevole fu la capacità predittiva dell'”entità“, che previde con precisione la scomparsa di Francesco e Giacinta, uccisi dall’influenza spagnola.
L’entità incontrata da Carolina Carreira
La tesi del Contrammiraglio Gilles Pinon
Secondo il Contrammiraglio Gilles Pinon, l’“entità” o “agente” di Fatima, perseguiva determinati obiettivi, sia immediati che remoti. Tra gli obiettivi immediati, Pinon assumeva che l'”agente” volesse impressionare i testimoni “colpendone” la fantasia e lasciando un’impressione (“impronta digitale“) sulla folla (soprattutto il 17 ottobre 1917 con la famosa “danza del sole“).
L’obiettivo immediato era quindi indurre stupore e paura inscenando uno “spettacolo” grande, potente, straordinario e che fosse visto dai testimoni come fenomeno soprannaturale, superando le possibilità di comprensione dei testimoni dell’epoca. Tutti i testimoni diretti non avrebbero capito cosa fosse successo, non potendo comprendere origine, procedura e impiego di una tecnologia che producesse le “meraviglie” osservate. Un’altra conseguenza fu che il mondo intero seppe dell’evento di Fatima. Tra gli obiettivi a lungo termine, Pinon inseriva gli effetti psico-spirituali e socioculturali, che non specificava.